No Isterectomia

Introduzione

In quali situazioni si può evitare? Può essere sostituita da procedure laparoscopiche o chirurgiche non demolitive? L'uso di spirali che riducono il sanguinamento, classica procedura consultoriale, perché è ristretta a pochi avanzati centri? Qual'è la cultura che sta dietro al 20% di isterectomie in Italia, contro il 5% francese? Si può evitare? Il prolasso genitale deve essere operato necessariamente?

Definizione dell'Isterectomia

L'isterectomia totale, è l'intervento che provvede ad asportare tutto l'utero dalla sua sede naturale. L'isterectomia sub-totale conserva il collo dell'utero e toglie il corpo uterino. La conizzazione e di più l'amputazione del collo uterino, lasciano nella cavità addominale, il corpo uterino. Con l'isterectomia subtotale e la conizzazione le formazioni legamentose che sostengono utero e la vagina sono mantenute nelle loro sedi naturali.

L'intervento di isterectomia può essere eseguito attraverso la pancia, come nel caso del taglio cesareo e viene chiamata Laparoisterectomia, oppure per via vaginale, Colpoisterectomia.

A seconda dell'asportazione anche delle ovaie e/o delle tube si parla di Laparoisterectomia o Colpoisterectomia con annessiectomia (destra, sinistra o bilaterale).

Spesso le donne confondono l'isterectomia totale, asportazione totale di collo e corpo uterino (le sue due componenti) con l'asportazione anche di tube ed ovaie. Indispensabile riportare sempre l'esame istologico alle prime visite!

In quali occasioni il ginecologo suggerisce l'asportazione dell'utero?

Il ginecologo ha molte alternative una volta esclusa la patologia oncologica.

Le patologie benigne che potrebbero richiedere l'isterectomia riguardano essenzialmente:

1. il sanguinamento uterino emorragico non controllato dalle terapie ormonali contraccettive

2. il prolasso genitale associato all'incontinenza da sforzo

L'utero non si toglie perché c'è un fibroma o un polipo uterino o sanguinamenti irregolari o abbondanti, se è esclusa la presenza di tumori maligni. Non è quasi mai necessario togliere i fibromi o i polipi endometriali. Non si toglie per endometriosi o per displasie del collo uterino.   Non si toglie per incontinenza urinaria o per correggere un prolasso. Per ognuna di queste condizioni vi sono delle alternative anche se non è sempre facile praticarle, specialmente nel caso dei fibromi.

Ciononostante l'isterectomia può essere necessaria. Ma ancora la donna ha ancora possibilità di scelta. Se il sanguinamento uterino non trattabile e che costringe all'anemia alla donna richiede alla fine un trattamento chirurgico. L'incontinenza urinaria può ancora non essere trattata essendo diritto della donna valutare con attenzione anche le possibili complicanze. Ogni centro ultra specialistico dovrebbe saper riferire delle complicazione di quel reparto per quella tipologia di intervento. Non lascio comunque gli interventi a qualsiasi ospedale, ma indirizzo a seconda delle competenze specifiche.

Su quale patologia si può evitare il ricorso alla chirurgia con prevenzione di lunga data?

Molte patologie ginecologiche sia benigne che maligne vengono ridotte dall'uso prolungato e continuativo della pillola o della spirale progestinica che sono i presidi più efficaci. La ginecologia classica che si occupava di contraccezione con superficialità, richiede adesso di maneggiare la contraccezione in maniera specialistica per avere le migliori terapie rispetto ai classici progestinici che non ho occasione di prescrivere da anni. I contraccettori degli anni '80 e '90, diventano i più esperti prescrittori di terapie per il sanguinamento uterino e la prevenzione delle patologie benigne di molte maligne.

Il carcinoma ovarico e il carcinoma endometriale vengono ridotti fino all'80% se i contraccettivi ormonali vengono assunti per 12 anni. Ma se per il carcinoma endometriale era possibile la diagnosi precoce già con un atteggiamento di rapida valutazione delle perdite ematiche o nei gruppi a rischio con adeguata frequenza di tali controlli, per il carcinoma ovarico, la seconda causa di morte per cancri ginecologici, la pillola è l'unica prevenzione, vista l'inutilità dei controlli ecografici annuali.

I fibromi uterini, i polipi endometriali, le cisti ovariche funzionali, sono molto ridotti dall'uso continuativo e prolungato dalla pillola. Nel caso di fibromi vi è la possibilità di bloccarne la crescita con l'uso di pillola a basso dosaggio, senza pausa settimanale (meglio). I polipi endometriali con la pillola ed anche la spirale progestinica sanguinano frequentemente. Se sintomatico il polipo si toglie per via endoscopica (solo se necessario) e poi se ne può prevenire la recidiva, nel 30% dei casi, con l'uso della spirale progestinica.

© Maurizio Orlandella 2014